
Alberto Facca nasce a Venezia e oggi vive nella città metropolitana veneziana, a Mirano, dove ha il suo studio. La sua passione per la creatività inizia fin da piccolo, quando rimaneva affascinato a osservare il padre fabbro, così attento alla bellezza e al dettaglio. Durante il suo percorso lavorativo si appassiona anche all’ideazione di oggetti di arredo, sperimentando diversi materiali, tra i quali il legno, con il quale sente grande affinità.
L’artista racconta che nel 2016, il primo giorno di primavera, in una spiaggia di Venezia trovò un legno d’albero portato dal mare, e si trovò a immaginare il suo percorso e a percepire la sua bellezza naturale. Decise di provare a dare nuova voce a questo “naufrago”, trasformandolo in un’opera di scultura; da allora ogni inverno sceglie e raccoglie pezzi di alberi che hanno percorso fiumi e mari, che hanno mutato lentamente la loro forma e la loro compattezza, consumati dall’acqua, dal sole e dal vento, tracciati dai segni di piccoli animali, segnati dagli strappi improvvisi del loro tragitto. Questi “legni” divengono l’anima delle sculture di Alberto Facca, il quale interviene con modifiche leggere delle loro forme seguendo con il tatto la loro storia, rispettando più possibile la narrazione silenziosa che trapela sulle superfici e allo stesso tempo cercandone l’essenza. Vi traspare anche il rispetto per la natura e il suo profondo legame con il mare, che lentamente consuma e trasforma inesorabilmente.
Tra le sue mani il legno acquista così una nuova vita e insieme alla sua storia appare un nuovo significato, che l’artista sente sia quello già nascosto da tempo in quel frammento di esistenza, mettendolo in risalto, a volte anche con elementi di luce. Così allo spettatore che scopre con gli occhi e con il tatto le sculture, sentendone le tramature e i profumi, pare di udire la melodia dell’acqua, il suono del vento, sentire i segni del fuoco e il sapore della terra e del sale; su tutto l’inarrestabile forza vitale della natura in continua trasformazione, a cui l’uomo è strettamente e ineluttabilmente legato, anche se spesso non vuole ricordarlo.
Il viaggio di questi naufraghi che Alberto Facca trasforma in sculture rappresentano il viaggio di ognuno di noi, al quale il tempo può strappare e consumare le sue superfici ma che nel profondo conserva ciò che davvero conta, i ricordi più preziosi, le emozioni più intense, i motivi per i quali vale la pena vivere.

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